La generazione perduta e quella che arriverà dopo

Sulla realtà del nostro Paese continuiamo a sentirne tante: il Paese delle corporazioni, delle lobby, dei gruppi economici e finanziari, politici e sindacali.

Ciò che mi colpisce maggiormente del nostro Paese è come si sia persa una generazione, quella dei nati tra la fine degli anni ’70 per intenderci fino ad arrivare a quelli che sono nati a metà degli anni ’80.

In molti la chiamano ormai “La generazione perduta” e, tempo fa, anche lo stesso Mario Monti, allora Presidente del Consiglio, rivolse a questa categoria un gelido e alquanto scioccante: “Quelli li abbiamo ormai perduti, rivolgiamoci ai giovani”.

In realtà ciò che pare diventare ancor più paradossale è il fatto che in realtà le generazioni più giovani di quella ormai “perduta”, si trovino  comunque in situazioni ancor peggiori dei loro colleghi di poco più grandi.

Infatti, questi giovani, in Italia, troveranno alla fine del loro percorso di studi, un lavoro degno di questo nome?

E per degno di questo nome, si intende: retribuito in maniera congrua e con le dovute coperture sanitarie e contributive. Lo troveranno secondo voi?

Perché se la “generazione perduta” un lavoro stabile ce l’ha e, seppure, spesso non in linea con il percorso di studi effettuato, può vantare, a differenza dei giovani che si vogliano affacciare oggi nel mondo del lavoro, dei seguenti benefits: contributi previdenziali, copertura sanitaria, pagamento di ferie e quant’altro. E gli altri, li avranno mai?

Anche perché rischieremmo di trovarci davvero con una spaccatura significativa non solo con coloro i quali hanno perso il lavoro e non riescono a trovare un’altra occupazione, ma anche con chi, seppur lavorando, si troverà in condizioni diametralmente opposte dalle altre.

In tutto ciò chi ha un lavoro se lo tiene stretto e chi esce dal mondo del lavoro fatica maledettamente a trovarne un altro.

O cominceremo a pensare davvero e in maniera concreta a questa situazione con politiche di medio e lungo termine, oppure le soluzioni “tampone” finalizzate solo a tappare le falle del sistema attuale non potranno essere più sufficienti.

twitter@normandilieto

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