Testa dritta

“La vera misura di un uomo la si vede da come questo tratta una persona dalla quale non potrà ottenere nulla in cambio”.  Samuel Johnson

Vivo male questi tempi moderni.

Vedo in giro troppi personaggi omologati, privi di personalità, stereotipati, in fin dei conti vedo una gran massa di pecoroni.

Fa troppa paura, dire qualcosa di diverso, originale, di pensato, di proprio.

Meglio recitare la propria parte che ci hanno dettato, ripeterla a memoria con convinzione e, finanche con un ipocrita entusiasmo e non pensarci su, tanto fanno tutti così, no?

Basta un poco di zucchero e la pillola va giù diceva Mary Poppins ai bambini.

Così pensiamo noi, mandiamo giù questo amaro calice e non pensiamoci.

Tutti attenti a dire le stesse frasi, che mostrare di avere un cervello non stereotipato fa troppa paura a questa società appiattita su se stessa ogni giorno di più.

Come se uscire dal seminato fosse un delitto mostruoso di cui vergognarsi, meglio tutti coperti ed allineati.

Mi mancano i personaggi che c’erano negli anni ’70 forse perché usciti da un’altra epoca, sembrano passati secoli da allora eppure in pochi anni siamo diventati tanti moderni zombie di cui spesso ho più paura che di quelli, spesso confinati ai margini, considerati pazzi, forse perché diversi e che si sono rifiutati con coraggio di non allinearsi alla massa.

 

 

 

 

 

 

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