Avevi ragione tu mia cara

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E un’altra persona abbandona il Belpaese.

Non è una nuova dieta che vieta il consumo di formaggi, bensì un’altra persona dotata di ‘cervello’ che lascia l’Italia, optando decisa sul mercato del lavoro estero.

“Tornerai?”, le chiedo con ansia e preoccupazione di chi sa che un’amica che mette un “oceano di mezzo” difficilmente torna, sia per motivi logistici, sia perché se lo facesse, tornerebbe al 99% oltreoceano appunto.

“Avevi ragione tu mia cara, la vita non dura mai una sera, il tempo di una follia che breve fugge via e poi, cosa rimane dentro noi, questa celeste nostalgia, questo saperti da sempre ancora ancora mia…, il bene profondo non si offende, si spegne se il caso poi riaccende, passione violenta sia, comprendimi amica mia…”

Italia, Paese di Santi, Poeti e Navigatori. Oggi, soprattutto di navigatori che salpano verso nuovi ( e più interessanti ) orizzonti.

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Tradire è un pò morire? ( chissà se vale ancora …)

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Dato che ormai, a livello di coppia, tendiamo a non stupirci più di nulla, un film: “Last Night” ci ha fatto riflettere un po’ sulla questione.

In una New York che si intravede appena va in scena un doppio tradimento: ma chi ha più colpe ? Sembrano proprio due modi differenti di intendere l’attrazione per l’altro sesso: da parte di lei, più emotivo, sentimentale, coinvolgente e senza sesso. Lui, più risoluto, finisce a letto con l’altra per poi pentirsene amaramente.

Last night è questo.

Film del 2010 con Keira Knightley ed Eva Mendes nei rispettivi ruoli femminili di moglie ed amante, così differenti e speculari tra loro.

La Knightley è una giornalista free lance, sempre in attesa di iniziare il suo romanzo, suo marito lavora in una società dove da poco tempo gli viene affiancata una collega a dir poco affascinante, Eva Mendes appunto, tentatrice come il nome che giustamente porta.

Scenata di gelosia d’obbligo quando la legittima consorte di lui conosce ad un party organizzato dalla Compagnia dove lavora il marito, la Mendes, che a sua volta non si trattiene, nonostante la presenza della Knightley, di ammiccare continuamente nei confronti del collega sposato e regolarmente accompagnato.

E qui, una volta rientrati nell’appartamento extralusso della Grande Mela, cominciano le domande della moglie al marito: “Perché non mi hai mai detto che la tua collega era così bella?” e ancora: “Domani alla riunione di lavoro fuori città ci sarà anche lei?”.

Lui è colpevole anche da innocente, come un evasore fiscale che non denuncia i propri redditi, il marito pur non avendo fatto ( ancora ) nulla con la collega, è comunque colpevole agli occhi della moglie di averle nascosto i reali connotati ( e che connotati ) della nuova collega.

Ma il giorno successivo il colpo di scena, lui parte per il viaggio di lavoro dopo aver trascorso la notte a giurare e spergiurare che nulla fosse mai successo con la collega sexy: la moglie incontra l’ex fidanzato di Parigi, a New York per lavoro, di cui lei è innamorata e della cui esistenza il marito non ha mai saputo nulla.

E’ da qui che inizia il “concorso di colpa”.

La moglie insegue e si fa inseguire dal suo innamorato di un tempo che la invita a cena, la corteggia e la seduce.

“Quante volte avrei voluto scriverti, quante volte mi chiedevo che cosa stessi facendo, che cosa pensavi, che cosa avresti detto”, confida una Knightley innamorata all’amante fantasma improvvisamente ricomparso dal versante transalpino.

Nel frattempo il maritino di lei va a letto con la Mendes ( e come biasimarlo, dopo il “mobbing” costante fatto da lei nei confronti di lui ), la mattina successiva, si sveglia e se ne torna direttamente a casa, con il senso di colpa che lo uccide e avendo già dimenticato l’avventura di una notte.

La moglie invece, la stessa notte non va a letto con l’ex fidanzato parigino, rimane fedele al marito, ma non per questo meno colpevole care lettrici e cari lettori, a nostro modo di vedere.

“Perché non ha funzionato tra noi?” chiede il parigino alla moglie un po’ confusa e lei, disarmante: “Tempismo”.

Insomma lo rimanda in Francia, con il cuore spezzato e con l’idea di amarlo alla follia, aspettando che torni il marito come se niente fosse.

Il marito torna sentendosi un verme, ma in realtà anche la moglie non è proprio una “santa”, nonostante tutto.

Chi è senza peccato scagli la prima pietra ( già mi sembra di vedere qualcuno armato fino ai denti…)

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La Casta

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Lo sapevate che la task force guidata da Giovannini, Presidente dell’Istat, ha detto ciò che molti sapevano e che in molti tacevano?

Ma, “elementare Watson” , i parlamentari italiani sono quelli che a livello europeo guadagnano di più, per un’indennità lorda mensile di 11mila Euro, ebbene si, 11mila Euro lordi ogni mese.

Oltre ad avere il numero maggiore di componenti tra Camera e Senato, la nostra Repubblica è anche la più generosa in fatto di emolumenti.

Dove sta la novità?

In primo luogo, nell’arrabbiatura dei componenti della “Casta”, che trovano questo sentimento dell’antipolitica molto pericoloso e, soprattutto, poco produttivo.

In un Paese, dove aumentano nell’ordine: suicidi di pensionati, di chi perde il lavoro, di imprenditori, dove aumentano gli attentati nei confronti delle sedi di Equitalia, dove siamo arrivati a guardarci nei conti correnti bancari con Serpico, cervellone che controllerà i nostri movimenti, non sembra esserci il “miraggio” di una soluzione condivisa.

Sembra davvero un incedere schizofrenico da parte dell’amministrazione pubblica e, forse proprio per questo motivo, il cittadino italiano si sente ingannato, disilluso e defraudato nei confronti di chi, dovrebbe rappresentare l’istituzione dove riporre somma fiducia.

Qualcosa si è rotto negli ultimi anni, troppe Leggi, troppa burocrazia, troppe incongruenze nella gestione della cosa pubblica, che ha sfiancato i cittadini onesti.
Nei confronti di quelli che si credono furbi non pagando le tasse, non spendiamo più parole e, soprattutto, ci chiediamo, se non sono stati trovati fino ad ora, perché dovremmo credere alla favola che ci raccontano, dicendoci che saranno trovati?

Sembra una vera e propria caccia alle streghe che non porterà a nulla.

Non vogliamo fare i disillusi dalla politica, ma l’idea che i parlamentari già adesso si lamentino dei ventilati tagli nei loro confronti, dopo aver detto davanti alle telecamere che è giusto e doveroso affrontare i sacrifici per il Paese, ci viene un po’ di nausea, per il puzzo delle cagate che vengono dette.

Quindi diamo addosso ai pensionati e ai poveri Cristi e attenti a non toccare i parlamentari e i loro ( ingiustificati ) benefit.

Se l’Italia non cambia mentalità sarà dura, davvero, per tutti.

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Adele, nel Regno Unito é nata una vera stella

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Londra

La morte di Amy Winehouse ha lasciato in tutto il Regno Unito, sconforto e tanta tristezza per la prematura scomparsa della cantante ventisettenne.

Il suo album postumo è tra i primi posti della classifica inglese e solo nella prima settimana di uscita ha venduto quasi 200mila copie.

Lioness: Hidden Treasures è l’ultimo saluto che Amy ha voluto fare al suo pubblico che tanto l’ha amata, accettandone anche gli eccessi e, soprattutto, le debolezze di un’artista vulnerabile e molto fragile.

Ora un’altra cantante prodigio è entrata nel cuore degli inglesi e non solo: Adele, che a solo 21 anni sembra voler bruciare tutte le tappe.
Il suo Album di esordio “19” è stato un successo, seguito a ruota da “21” entrambi gli Album hanno decretato lo strepitoso successo sia di critica che in termini di vendite, per questa ragazza che ha iniziato la sua carriera a 13 anni frequentando il Brit School di Croydon e diplomandosi nel 2006 insieme ad un’altra futura stella della musica made in UK: Jessie J.

Adele, così come lo era Amy Winehouse, rappresenta una delle migliori interpreti del cosiddetto “soul bianco” e le sue esibizioni live mettono i brividi.

Come ai British mtv awards dove, per chi ha avuto la fortuna di assistere dal vivo alla sua straordinaria performance del celeberrimo motivo: “Someone like you” ha incantato, emozionato non solo il pubblico ma anche la stessa cantante che, alla fine della sua esibizione, si è commossa.

I suoi lavori e i testi delle sue canzoni sono autobiografiche e sono state ispirate da una delusione sentimentale causata dal suo ex ragazzo che l’aveva lasciata in malo modo quando l’artista londinese non riusciva a scrivere per la scarsa vena creativa che stava vivendo e così, oltre il danno la beffa verrebbe da dire, il “grand’uomo” ha deciso di intentarle causa per ottenere i diritti d’autore, dato che molti testi delle sue canzoni, tra cui proprio la hit: “Someone like you”, si ispirano inevitabilmente al “furbetto” del quartierino che in ogni angolo del Pianeta è sempre in agguato e pronto a passare all’incasso.

È proprio vero che la cara Adele, sia destinata a ricordarsi per sempre e suo malgrado dell’amato ex fidanzato e, se dovesse incorrere in spiacevoli sviluppi legali, rischiare davvero di non poterlo dimenticare mai più.

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Quel solco tra due generazioni così diverse

 

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Se è vero che oggi vale il motto: “Largo ai giovani” e, che, allo stesso tempo, la generazione che ci ha preceduto essenzialmente la si vuole pensionare intorno ai 70 anni o poco più, qualcosa ci pare che non torni, dato l’oggettiva e difficile convivenza fra le nuove leve e quelli della cosiddetta vecchia guardia.
Ma in realtà, il nostro punto di vista è completamente opposto, facendo magari l’Avvocato del Diavolo, in questa querelle che sta diventando oltre che banale francamente improduttiva, con Presidente del Consiglio e Ministri vari che devono bacchettare i giovani sostituendosi forse alla cronica mancanza da parte di chi dovebbe farlo, ovvero i genitori?
Tutto è dovuto, mio figlio è il più bravo e il più bello, intelligente sopra la media e prossimo Premio Nobel.
Questa mancanza pedagogica ha creato “mostri” e vuoti difficili da colmare e quindi, prima domanda: davvero i giovani sono migliori della generazione che li ha preceduti?
Forse è vero che i “diversamente giovani” ( chiamiamoli anche così dai ), hanno incontrato davanti a sé indubbie opportunità, professionali, di successo maggiori delle nostre ( anche qui, quale sarebbe l’unità di misura ottimale per rendere vera questa affermazione ? ), ma questo non vuol dire che poi, oltre che fortunati, non siano stati bravi nel cogliere le occasioni che hanno avuto.
Lo diciamo con la ferma convinzione che, troppo spesso, si butta via con troppa superficialità, le storie umane e professionali di chi ancora sul campo può dire la sua, contrariamente a quanto avviene oggi, dove tutto ciò che non è giovane è out e quasi ci si vergogni a confrontarsi e a misurarsi con chi ci ha preceduto nella vita di tutti i giorni come nella professione.
Crediamo ci sia ancora bisogno della giusta sinergia tra chi è giovane e chi non lo è più, per insegnare alle nuove leve, ciò che ha sempre fatto: sfornando idee, entusiasmo o capacità professionali ancora uniche nel suo settore e, che potrebbero bagnare il naso, e di molto, a diversi giovani.
Non comprendiamo questa miopia generazionale di parlare un linguaggio monotematico solo con coetanei o affini, escludendo a priori chi, ancora oggi, può insegnarci moltissimo.
Forse, un bagno di umiltà non farebbe male a nessuno, o no?

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Festival di Sanremo 2012, qualche perplessità

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Ci convince solo Rocco Papaleo che fa la “danza della foca” e, poi, per il resto che tristezza infinita.

Anche se quando Loredana Bertè insieme a Macy Gray e Gigi d’Alessio ( sigh ) ripropongono la meravigliosa canzone di Mia Martini: “Almeno tu nell’universo” che Gigi stecca miseramente e che Loredana interpreta, commuovendosi, e che la giunonica Macy con la sua bella voce impreziosisce, ammettiamolo, come non emozionarsi con le parole di questa immensa canzone dell’indimenticata Mimì.

Mia Martini rimane unica, e oggi, chi potrebbe cantarne le canzoni è solo una cantante, e questa artista risponde ad un solo nome, Giorgia.

Provare per credere, rivedendo un loro celebre ed emozionante duetto con due interpreti straordinarie e dalla voce inconfondibile.

Ciao Mimì.

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San Valentino

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Il blog è nato proprio oggi, nel giorno di San Valentino. E lo voglio dedicare, in maniera controccorente, non a tutti gli innamorati, perchè loro sono già molto fortunati ad esserlo e quindi non hanno bisogno di alcun augurio, ma lo dedico a quelle persone ( e sono sempre di più ) che vivono a metà, anche una storia sentimentale.

Il giorno di San Valentino va festeggiato. Per chi fa finta di essere single e in realtà ha un partner che tiene nascosto, in attesa che arrivi un sostituto migliore, o semplicemente più accattivante. Ma se viene trovato, la soluzione non è poi così scontata, in un’epoca di crisi e pochissime certezze, si tenderà ad “assaggiare il nuovo che avanza”, per poi tornare, inesorabilmente, al molto più rassicurante vecchio, magari finendo per sposarlo, senza averlo mai amato. Ma il suo grande ed unico pregio è sempre questo: esserci sempre stato come un comodo soprammobile, a cui ogni tanto, decidiamo di togliere la polvere e rimetterlo a nuovo, come se nulla fosse successo.

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Sanremo, aspettando Celentano

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E ritorna il Festival di Sanremo, e ritorna Gianni Morandi, e ritorna Celentano.

Per la prima puntata c’è attesa per quello che il “Molleggiato” potrà dire, o non dire, con le sue lunghe pause, la sua voglia di far riflettere, provocare, far discutere.

Personalmente, sono curioso di come sarà quel Rocco Papaleo che da anni sembra proprio non sbagliarne una e, noi, potremo ancora appassionarci per il Festival di Sanremo, forse.

A proposito, da due presenze femminili sul Palco dell’Ariston, si è passati ad una sola, causa “cacciata” della figlia di Ecclestone, troppo capricciosa, anche se l’altra super top model designata stasera darà forfait per un misto di torcicollo, panico e ansia da prestazione non necessariamente in quest’ordine.

Felice Sanremo, se è questo ( solo ) ciò che ci è rimasto, poveri noi.

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La Grecia e tante altre.

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Non so se tutti si ricordano i sacrifici “lacrime e sangue” che il Governo Prodi dell’epoca aveva richiesto agli italiani e la famosa “tassa sull’Europa”. Per entrare nella Comunità Europea bisognava avere determinati requisiti, pena l’esclusione.

Poi, con il passare degli anni, oltre che Francia, Germania, Italia sono entrate nell’ordine più disparato, Paesi come: Grecia, Portogallo etc, non a caso entrambe a rischio default.

E’ impressionante poi la situazione della Grecia e del popolo greco, fila agli uffici di collocamento, centinaia di persone, giovani e persino anziani a caccia di un posto di lavoro. Chi offre lavoro, propone solo posti da venditore con guadagni a percentuale in base alle vendite effettuate, e così ci si arrabatta con supermercati vuoti e personale licenziato e ridotto all’osso, in un Paese dove il reddito procapite è di 13.000 € all’anno.

Che Tragedia greca.

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