Silenzio non vuol dire assenza

So che come giornalista e studioso di comunicazione affermare con convinzione ciò che avete letto nel titolo di questo post può sembrare paradossale e, far pensare a voi tutti: “proprio tu?”

Mi schiero citando ciò che mi disse un decano del giornalismo durante un nostro incontro all’Ordine dei Giornalisti: “Scrivere tanto per scrivere ti porta ad ingannare i lettori e, soprattutto, te stesso”.

In una società della comunicazione, dove si blatera di qualsiasi cosa e in continuazione, dove si riportano quotidianamente ogni minima affermazione di tizio, caio e sempronio, la mancanza di contenuti e la carenza di qualità nella discussione su temi realmente interessanti è innegabile.

Allora quando qualcuno afferma: “Se sei giornalista, blogger e studioso di comunicazione, come mai il tuo blog non lo aggiorni quotidianamente?”.

E, allora, rispondo: “Scrivo solo di quello che merita la Vostra e la mia attenzione e, nel panorama attuale, le notizie degne di nota stentano a farsi riconoscere.”

E ancora, sono io che domando a Voi, se questo Blog vuole essere uno spazio critico, perché io dovrei parlarvi anche della bella giornata di sole che c’è oggi?

Una mia collega giornalista mi raccontava che in redazione la obbligavano a scrivere di qualsiasi cosa per aumentare il numero di visite e di contatti, per fortuna qui ho ancora la libertà di essere padrone di me stesso, del mio spazio e del desiderio o meno di scrivere qualcosa che tenti di avere un peso specifico per chi lo legge.

Questo è un post che fondamentalmente non ha niente da dire, ma serviva a me per farVi capire come la penso a riguardo dello scrivere tanto per scrivere anche se non ritengo di aver nulla da dire, ultimamente.

Onestà con i propri lettori, e con se stessi, è l’unica cosa che conta.

 

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