Fatti, opinioni e preconcetti

Due mesi fa, alla nascita del bimestrale: “On Air” -il giornale che dà voce a Malpensa- il nostro Liguori firmava il suo e nostro primo editoriale sottolineando un concetto fondamentale: far tornare i fatti ad essere i protagonisti delle notizie.

In un’epoca dove la mia verità e le mie convinzioni vengono delegate al politico di turno e non solo diventa difficile ristabilire di chi mi possa o mi voglia fidare.

Una notizia può essere riportata in maniera diametralmente opposta se si vuole fare in modo che i fatti vengano letti a nostro personale uso e consumo.

Ciò che preoccupa in quest’epoca schizofrenica dove si ha un’idea su quasi tutto e poche conoscenze approfondite sulla maggior parte di ciò che avviene, si comprende bene come ci si trovi davanti ad una sorta di cortocircuito generale.

Se da una parte si dà la colpa ai media, dall’altra invece non si considera come il pubblico non creda che ai media cui decide di credere per preconcetto.

E qui entra in campo il preconcetto.

Che cos’è?

Se aggettivo: “Di quanto rispecchia una presa di posizione eccessivamente affrettata e spesso priva di qualsiasi fondamento oggettivo”

Se sostantivo maschile: “Opinione che, non essendo sostenuta dall’esperienza, può costituire un serio ostacolo alla formulazione di un giudizio appropriato.”

Provate come si fa in statistica ad utilizzare un paniere limitato alle persone che parlano di politica per esempio.

Che voi le conosciate bene, o meno bene, avrete modo di comprendere di come la loro idea si formi su notizie riportate su alcuni media piuttosto che su altri, di ciò che dice un politico, ma se un esponente di un altro partito dovesse affermare o, peggio, attuare nel concreto, qualcosa di sensato, di utile per la collettività rimarrebbe un pidiota se del Pd, “grullino” se dei 5 stelle, etc. etc.

Oggi i fatti non esistono più.

Esistono le notizie ad uso e consumo di chi legge e che sappiamo che vogliono quel tipo di notizie perché la stanno leggendo su un quotidiano piuttosto che un altro.

Sembra tutto così preconfezionato, piatto.

Ma se davanti ai fatti drammatici come quelli recenti accaduti a Barcellona, per molto tempo si era sparsa la notizia infondata che i terroristi erano asserragliati con degli ostaggi all’interno di un bar, a chi crediamo?

A chi deleghiamo ( spesso con troppa disinvoltura ) la lettura delle notizie.

Da giornalista leggo tante bufale, cazzate e adotto strumenti il più possibile oggettivi per leggere la realtà che molti vorrebbero farmi vedere come piace a loro.

Sarebbe il caso di adottare i giusti “anticorpi” di fronte ad eccesso di notizie, spesso confezionate da “ultrà” di una fazione piuttosto che da cronisti che raccontano i fatti.

 

EMIllumino d’immenso

Non riesco a dormire.

Questa mi ricorda una di quelle notti insonni trascorse davanti alla tastiera del pc a scrivere, ma stanotte è diversa da tutte le altre.

Un silenzio inatteso anima il mio appartamento dopo un pomeriggio surreale trascorso, io come tanti altri, al tuo fianco.

Le stanze cupe ed insignificanti di quel palazzone grigio erano stranamente colme di un profumo che, solo la tua presenza, ha permesso che si propagasse in maniera soave e decisa allo stesso tempo: questo profumo si chiama “amore”.

Con grazia e leggerezza attraversavi la vita delle persone che sceglievi, che ti sceglievano per quello che sapevi essere: te stessa.

In un mondo fatto di tanti attori, tu eri VERA.

Lo dicevi sempre: “Io sono anarchica”.

Ed io che ti prendevo in giro, e tu che sorridevi, perché io ero quel Furio sempre pronto a puntualizzare tutto, anche quando sinceramente, avrei potuto farne a meno, ma tu ci sorridevi su quelle mie pignolerie inutili. Furio basta, scendi dal piedistallo! E io, zitto.

Hai insegnato la leggerezza anche a chi, come me, talvolta ti appesantiva con delle cose banali, ma a te piaceva ascoltare, consigliare, abbracciare la causa a prescindere dall’importanza della stessa.

Chissà se ti sei resa conto di come con il tuo esempio tu ci abbia reso diversi, forse migliori.

Chissà se questo vuoto che sent(iam)o dentro sarai ancora in grado di riempirlo, ancora una volta, come solo TU eri in grado di fare.

Mio padre, davanti alla morte, mi ha insegnato la “pietas” – chiunque lasci questa terra sembra sia stato sempre bravo, buono e bello, subentra appunto la pietas – ma tu lo sei stata davvero una gran persona, non ho bisogno di aprire il mio cuore all’ipocrisia per affermare che tu hai amato pienamente dimostrandoti una delle persone più generose che ricordi.

Per chi, come me, ha sempre odiato e cercato di combattere le ingiustizie, si trova impotente davanti alla più grande ingiustizia con cui dovremo convivere.

Ma tu ci vorresti vivi, allegri, uniti.

Come a quelle cene a cui non mancavi per nulla al mondo, adoravi stare insieme a tutti noi, insieme alle persone che amavi e che ti ameranno per sempre.

Vivrai sempre nei cuori di chi ti ha amato. Non ti lasceremo mai andare via da lì.

Ciao Emy.