Vi aspetto.

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“Di Tanto Amore” Non è un romanzo autobiografico, ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale.

Lo dico ai molti che mi chiedono, anche se il personaggio di Zia Anna, scomparsa solo un anno fa è tremendamente vero, ed ancora vivido nella mia memoria.

C’è spazio per Lei, che meritava un angolo del mio libro, dei miei ricordi, per l’affetto che provavo per Lei e per la sofferenza che la sua dipartita inaspettata mi ha causato durante questo ultimo anno.

Ancora adesso non mi sembra possa essere accaduto davvero.

Per il resto, come Autore, ho lavorato di: fantasia, immaginazione e sogni.

Sicuramente il mio più grande è stato quello di vivere come lui, Edoardo, il protagonista del mio primo Romanzo: tra New York, Parigi e Milano.

Ho viaggiato moltissimo nella mia vita, ma sono nato e cresciuto a Gallarate.

La presentazione del Romanzo sarà proprio nella Città dove sono nato e cresciuto, il luogo dove sono sempre tornato dai miei tanti viaggi e dalle innumerevoli esperienze di vita che ho fatto in giro per le città più belle del mondo.

E’ stata la città dei miei primi ( quasi ) 40 anni di vita. Lo sarà ancora? Chissà…

Comunque Vi aspetto, alla Vineria “saditappo” in Via Postporta a ( manco a dirlo ) Gallarate il prossimo 13 ottobre dalle 20.30.

Grazie a chi ci sarà, a chi vorrebbe esserci ma non potrà presenziare e anche a chi, non frega una beata “fava” del mio Romanzo, della presentazione di codesto Libro, così come direbbero i personaggi di “Amici miei” che tanto amo.

A bientôt

 

 

 

 

 

 

Ciao Antonio.

E così Antonio mi fai ricordare quei bei tempi spensierati, quelli delle gite a San Nicolò, il piccolo paese attaccato a Piacenza dove avevi la tua pizzeria in cui Pippo Inzaghi, giovane campione in erba, si gustava le tue pizze, made in Costiera amalfitana.

Marito e padre di due figlie femmine, adoravo il tuo entusiasmo e la tua generosità. Amico della tua figlia più grande, non esitavi un solo istante a spalancarmi le porte di casa tua per accogliermi senza farmi mai sentire come un semplice ospite, ma come uno di famiglia.

Mi ricorderò sempre le partite della Salernitana, di cui eri grandissimo tifoso, che guardavamo insieme: a partire da quel 5-0 che il Piacenza ci rifilò al vecchio “Garilli”, in cui segnò anche Pippo Inzaghi.

Nella curva della Salernitana mi intimavi di sforzarmi a parlare in dialetto visto che la mia “parlata nordica” mi aveva portato ad avere diversi sguardi minacciosi da parte dei nostri stessi tifosi.

“Appena puoi parla in dialetto, Herman!”

Quando decidesti di lasciare San Nicolò piacentino per ritornare a vivere nella tua Maiori, in Costiera amalfitana, per aprire una tabaccheria, questo ci consentì di vedere ancor più da vicino la “nostra” Salernitana allo Stadio Arechi nella grande cavalcata che portò i nostri beniamini, guidati da Delio Rossi, fino alla Serie A.

Non dimenticherò mai la tua simpatia ed il tuo entusiasmo e la capacità, tutta “made in sud” di ridere di ogni episodio che potesse capitare alle nostre esistenze.

Come quella volta che ospite a casa vostra, rimasi chiuso nella doccia senza riuscire ad aprire la porta, rimanendo dentro, intrappolato e, come raccontavi sempre tu, ridendo a crepapelle con gli amici con cui ogni volta ricordavi l’episodio, affermando: “Herman era nudo come un verme dentro alla doccia senza sapere come uscire”.

La stessa porta che dall’interno, non voleva saperne di aprirsi e così, decisi di scavalcare il box, di indossare un accappatoio e di venire a segnalarvi, disperato, il guasto tecnico all’apertura della vostra doccia.

Mariella, la mia amica, la tua figlia maggiore, accorsa insieme a te, con un semplice tocco invece l’aprì con una  naturalezza disarmante che ci fece ridere per circa due ore.

Senza dimenticare che quell’episodio lo raccontavi a chiunque ogni volta che mi vedevi, ridendo divertito come se rivivessi la scena in quello stesso momento.

Mi mancherai Antonio, ma mancherai  ad ognuno di noi che come me, ha avuto la fortuna di conoscerti e di vivere con te esperienze uniche venendo trascinati dal tuo entusiasmo contagioso.

Che la terra ti sia lieve, RIP.

Con affetto,

Norman