Gene Hackman e Betsy Harakawa, morire in solitudine

Non sono morti di solitudine, ma in solitudine.

Si racconta di come questa coppia abbia scelto di vivere nel proprio ritiro dorato nel New Mexico, con i loro adorati cani.

Quello che colpisce in questa tristissima vicenda è il fatto che uno degli attori più celebrati di Hollywood, persa la compagna, morta una settimana prima di lui nello stesso contesto domestico, non abbia avuto neppure uno dei 3 figli che avesse – chiamatelo come volete – la voglia, il desiderio, o anche solo la ‘creanza’ di sentire come stesse il proprio padre.

Hackman ha trascorso un’intera settimana da persona malata di Alzheimer, con la moglie morta in bagno, senza rendersi assolutamente conto di quello che gli stesse capitando e letteralmente abbandonato al proprio destino. Solo come un cane, morto come un cane e come il suo cane. Anche se, per fortuna, gli altri due cani, sono stati ritrovati a girovagare fuori in giardino completamente smarriti.

Torniamo ai 3 figli: scrivo spesso di come i Caregiver familiari dovrebbero vedere riconosciuta la propria figura a livello giuridico per quello che fanno a livello sociale. Molti di loro, sono costretti a rinunciare al lavoro per prendersi cura di uno o di entrambi i genitori anziani. Nel caso di Hackman, l’affetto dei figli non s’è visto neppure lontanamente, non accorgendosi neppure che il padre fosse abbandonato al suo destino per una settimana dopo la scomparsa della moglie. Semplicemente agghiacciante.

Attentato Trump, la direttrice del Secret Service alla fine si dimette

Aveva resistito alle continue richieste di dimissioni, dopo l’attentato a Donald Trump, la direttrice del Secret Service, Kimberly Cheatle, dimostrando finanche una grande dose di autostima quando aveva dichiarato, davanti alla Commissione bipartisan alla Camera con democratici e repubblicani dove si era rifiutata di lasciare l’incarico: “Penso di essere la persona più adatta per guidare il Secret Service in questo momento”.

Facciamo un passo indietro, al fatidico 13 luglio, giorno dell’attentato a Donald Trump mentre era impegnato in un comizio in Pennsylvania.

L’attentatore di 20 anni, Thomas Crooks, aveva avuto tutto il tempo di pianificare il suo progetto omicida, sparando al candidato repubblicano alla presidenza, stando appostato su un tetto a 150 metri di distanza dal palco, agendo del tutto indisturbato.

Da qui le polemiche sui servizi di sicurezza, in primis del Secret Service, alla cui direzione figura proprio la stessa Kimberly Cheatle che davanti alla Commissione aveva dichiarato:

“La missione solenne dei servizi segreti è proteggere i leader della nostra nazione.
L’attentato all’ex presidente Donald Trump il 13 luglio è il fallimento operativo più significativo degli ultimi decenni per i servizi segreti”
.

E ancora:

“In qualità di direttore del Secret Service degli Stati Uniti, mi assumo la piena responsabilità per qualsiasi errore nella sicurezza”, ha proseguito, messa sotto torchio per ore da chi ne chiedeva le dimissioni.

La responsabile del Secret Service, poi, si era limitata a dire che Thomas Crooks, il 20enne che aveva sparato appostato su un tetto a 150 metri di distanza dal palco, era “fuori dal perimetro di sicurezza”.

Quando sembrava che la Cheatle, respingendo con forza l’ipotesi di dimettersi dall’incarico, avesse mantenuto il posto, a stretto giro di posta, è giunto il dietrofront della ormai ex direttrice del Secret Service:

“Non voglio che le richieste di dimissioni che mi sono state avanzate siano una distrazione. Per questo ho preso la difficile decisione di lasciare l’incarico“, ha spiegato Cheatle in una email indirizzata ai dipendenti dell’agenzia.

Joe Biden l’ha lodata e ringraziata per gli anni trascorsi al servizio pubblico ma ha, allo stesso tempo, ha promesso che a breve verrà nominato un suo sostituto.

Fin dal giorno dopo il tentato assassinio di Trump, Cheatle si era assunta le responsabilità ma si era rifiutata di dimettersi, assicurando al contempo la piena cooperazione alle indagini.

Ora, anche la grande autostima della Cheatle ha ingranato la retromarcia.

E forse è meglio così.

Fonte foto: pagina FB ufficiale di Donald Trump