Barack Obama verso la riconferma

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Se si pensa che solo 4 anni fa la vittoria di Barack Obama e tutta la sua lunga marcia verso le elezioni erano state piene di pathos, oggi vedere queste elezioni così anemiche ci fa pensare che sia passato quasi un secolo.

I grandi toni trionfalistici che avevano accompagnato la sua elezione ( io tra gli altri avevo scritto pezzi al miele per l’elezione di Obama ) oggi sono andati via via scomparendo e anche uno sparring partner come il repubblicano Romney, può arrivare a preoccupare Obama.

Anche se il Presidente uscente alla fine quasi tutti i sondaggi dicono che ce la farà ad essere confermato alla Casa Bianca per altri 4 anni.

Quel che è certo è che quando parliamo di democrazia rappresentativa e la paragoniamo con quelle in giro per il mondo, solo i Paesi anglosassoni, con gli Usa in pole position e la Gran Bretagna a seguire, sono l’esempio migliore di che cosa voglia dire “ricambio” politico. Infatti, tutti i leader politici anglosassone hanno una naturale data di scadenza.

George W. Bush, dopo 2 mandati consecutivi presidenziali ( disastrosi ) è sparito, così fecero nel Regno Unito, prima la Tatcher e poi lo stesso Tony Blair, non proprio due Premier che la storia non ricordi.

Questa è democrazia, signori.

Il resto sono chiacchiere, di solito, da bar ( italiano ).

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In Italia tra mari e Monti

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Se domani dovessimo decidere per chi votare che cosa faremmo?

In un recente sondaggio, commissionato dal tg La7 un risultato appare davvero sorprendente: Il movimento 5 stelle è dato a quasi il 20% dei consensi.

E mentre le grandi manovre sono iniziate, vediamo che cosa vorrebbero fare i partiti in occasione delle prossime politiche, consapevoli di 2 elementi fondamentali:

1) NON è affatto chiaro che si riesca a fare una Legge elettorale degna di questo nome;

2) NON si è certi che si voti in autunno, più presumibilmente accadrà nel 2013.

Comunque che cosa si sta muovendo tra i partiti politici italiani?

-PDL: al momento sembra ancora ufficiale che il candidato premier sarà nuovamente Silvio Berlusconi.

-LEGA: il nuovo segretario Roberto Maroni per confermare l’alleanza con il PDL come nelle precedenti tornate elettorali vinte dal centrodestra preferirebbe che il candidato fosse Alfano e non Berlusconi, e, quindi, rapporti da (ri)definire.

PD: Il valzer continua, il corteggiamento a Casini pure, il divorzio da Di Pietro anche. Bersani punta a riproporre una coalizione stile Ulivo vittoriosa nel 1996.

IDV: Di Pietro, sotto choc per l’esclusione ad opera del PD riguardo un’alleanza politica che pareva scontata, attacca e studia eventuali contromosse.

SEL: Vendola, in una recente intervista a Repubblica afferma: “impensabile immaginare di tenere fuori Di Pietro” e non sembra molto convinto dell’allenza con l’UDC di Casini.

UDC: Corteggiato da PD e PDL, Casini si fa desiderare, ma annuncia che correrà da solo alle elezioni, per poi offrire appoggio esterno ad una componente politica ( presumibilmente il PD di Bersani ).

MOVIMENTO 5 STELLE: Beppe Grillo è il più atteso e, allo stesso tempo, il più temuto. Si parla di una possibile alleanza con L’IDV di Antonio Di Pietro anche se al momento lo stesso Grillo continua ad affermare che il suo Movimento correrà da solo alle elezioni.

E mentre il toto elezioni sulle date, i candidati premier e le eventuali alleanze politiche continuano, c’è chi parla di Monti che potrebbe presentare una propria lista politica per candidarsi anche lui nel 2013.

Alla prossima puntata.

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