Berlusconi condannato. E ora?

E’ un pò come evocato dal regista Nanni Moretti nel finale drammatico del film: “Il Caimano”, ideato e pensato a immagine e somiglianza di Silvio Berlusconi.

Un tribunale e il Giudice che emette la sua sentenza nei confronti del protagonista indiscusso della vita politica e non solo, degli ultimi 20 anni di storia italiana.

Come la si pensi, un personaggio che ha unito e diviso allo stesso tempo come nessuno mai, forse anche più di quel Giulio Andreotti che ha attraversato la storia della prima Repubblica, con le sue stragi e i suoi misteri.

Ma non dimentichiamo che il Divo Giulio ha altresì accompagnato, l’Italia verso il suo continuo benessere,  che gli anni del Boom economico hanno ingigantito in maniera esponenziale. E Andreotti c’era, nel bene e nel male.

Sia che lo si pensi un diavolo o un grande Statista.

Mentre Berlusconi ha rappresentato nel 1994, anno delle sue prime elezioni politiche vinte, il nuovo.

Quel Silvio Berlusconi che entrò in politica dopo le stragi di mafia del 1992 dove morirono i Giudici Falcone e Borsellino, dopo le bombe del 1993  a Firenze e a Milano, dove lo Stato avviò una trattativa con la Mafia per fermare la stagione stragista di Cosa Nostra nei confronti delle istituzioni.

Quando irruppe sulla scena politica, il Cavaliere dopo che la Prima Repubblica veniva spazzata via da Tangentopoli portando alla scomparsa di un’intera classe politica della Dc e del Psi, tutti seguirono questo imprenditore spavaldo e vincente, in molti non si fidarono della gioiosa macchina da guerra guidata da Achille Occhetto, allora Segretario del Pds.

Il Pci, allora divenuto Pds, passò indenne dalla scure dei magistrati, l’unico nel terremoto Mani Pulite, che spazzò via tutti i vecchi partiti, ad esclusione, appunto, del Pds, ma non passò indenne dalla cabina elettorale, uscendo tremendamente sconfitto dalle urne.

Furono innocenti reali o graziati dai magistrati?

Ancora oggi, il dibattito è aperto ed è una ferita viva tra chi vuole ridurre tutto ad uno scontro tra Guelfi e Ghibellini: da una parte i giudici comunisti e la sinistra italiana che la difende e viene a sua  volta difesa e, dall’altra, il Pdl con Silvio Berlusconi che afferma che i giudici sono di sinistra, comunisti e tutti politicizzati.

Era così nel 1994 e lo è tuttora, soprattutto dopo la sentenza della Cassazione che ha confermato i 4 anni di condanna a Berlusconi.

Chi nel Pdl evoca una guerra civile o manifesta in Piazza contro la persecuzione giudiziaria che il loro Premier sta, a loro dire, subendo da 20 anni.

Dall’altra parte tra Pd sempre più in balia degli eventi, siano essi esterni che interni al proprio partito e, last but not least, quel Movimento 5 Stelle che rimanendo coerente nelle sue posizioni, sembra aspettare,  un’attesa che agli occhi dei detrattori politici di Grillo significa immobilismo e paura di assumersi responsabilità politiche di governo.

In tutto questo scenario così immutato e mai cambiato in 20 anni di storia del Paese, si ha la netta sensazione che nulla sia cambiato in un ventennio di berlusconismo e di antiberlusconismo convinto, lasciando il nostro Paese ai margini dell’Europa in fatto di crescita, sviluppo e stabilità politica con le conseguenze che tutti noi tristemente conosciamo.

 

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L’uomo col megafono

Mi sembra davvero che urlare sia diventato di moda.

Ma stiamo parlando di urlare per non far sentire ciò che dice l’altro: negli ultimi 20 anni i talk show hanno rappresentato la forma più mediocre di comunicazione, dove vince sempre chi urla di più e chi ha vinto nella vita, da sempre, lo scudetto dell’arroganza.

Una incapacità di comunicare a 2 vie: comunicare e ascoltare. Qui si urla e basta e non si capisce mai che cosa vogliano comunicare tante persone.

Mettiamoci poi gli insulti gratuiti, epiteti e il denigrare continuamente l’interlocutore, così ci si rende conto di come, in questo periodo storico, davvero ci ritroviamo a vivere nell’inciviltà.

In molti mi chiedono: come faccio a comprendere le differenze tra Grillo, Pd e Pdl?

Non parliamo di slogan, ma di contenuti: chi saprebbe affermare su diversi temi questi partiti in che cosa si differenziano gli uni dagli altri?

Eppure ci sono trasmissioni tv a carattere politico o pseudo tale in un numero imbarazzante ma nessuna di questa ha aiutato a far capire a molti elettori le sostanziali differenze fra questi schieramenti.

Non è un caso che, alle ultime elezioni politiche, questi 3 partiti /  movimenti si siano divisi quasi in parti uguali il numero di voti.

 

In Italia tra mari e Monti

danieldee’s Picture from Flickr.com

Se domani dovessimo decidere per chi votare che cosa faremmo?

In un recente sondaggio, commissionato dal tg La7 un risultato appare davvero sorprendente: Il movimento 5 stelle è dato a quasi il 20% dei consensi.

E mentre le grandi manovre sono iniziate, vediamo che cosa vorrebbero fare i partiti in occasione delle prossime politiche, consapevoli di 2 elementi fondamentali:

1) NON è affatto chiaro che si riesca a fare una Legge elettorale degna di questo nome;

2) NON si è certi che si voti in autunno, più presumibilmente accadrà nel 2013.

Comunque che cosa si sta muovendo tra i partiti politici italiani?

-PDL: al momento sembra ancora ufficiale che il candidato premier sarà nuovamente Silvio Berlusconi.

-LEGA: il nuovo segretario Roberto Maroni per confermare l’alleanza con il PDL come nelle precedenti tornate elettorali vinte dal centrodestra preferirebbe che il candidato fosse Alfano e non Berlusconi, e, quindi, rapporti da (ri)definire.

PD: Il valzer continua, il corteggiamento a Casini pure, il divorzio da Di Pietro anche. Bersani punta a riproporre una coalizione stile Ulivo vittoriosa nel 1996.

IDV: Di Pietro, sotto choc per l’esclusione ad opera del PD riguardo un’alleanza politica che pareva scontata, attacca e studia eventuali contromosse.

SEL: Vendola, in una recente intervista a Repubblica afferma: “impensabile immaginare di tenere fuori Di Pietro” e non sembra molto convinto dell’allenza con l’UDC di Casini.

UDC: Corteggiato da PD e PDL, Casini si fa desiderare, ma annuncia che correrà da solo alle elezioni, per poi offrire appoggio esterno ad una componente politica ( presumibilmente il PD di Bersani ).

MOVIMENTO 5 STELLE: Beppe Grillo è il più atteso e, allo stesso tempo, il più temuto. Si parla di una possibile alleanza con L’IDV di Antonio Di Pietro anche se al momento lo stesso Grillo continua ad affermare che il suo Movimento correrà da solo alle elezioni.

E mentre il toto elezioni sulle date, i candidati premier e le eventuali alleanze politiche continuano, c’è chi parla di Monti che potrebbe presentare una propria lista politica per candidarsi anche lui nel 2013.

Alla prossima puntata.

twitter@normandilieto