Parigi val bene una Messa

paris

Non è che morissi dalla voglia di tornare a scrivere su questo blog. Tanto è che sulla mia bio di twitter per coerenza ho deciso anche di togliere affianco a giornalista, il termine blogger.

Come disse ad una lezione Gianni Riotta: “Se ti definisci blogger devi scrivere quasi quotidianamente”  ed io, a onor del vero, sto scrivendo con la frequenza di un vecchio zio d’America che comunica ogni tanto coi suoi parenti lontani molto saltuariamente.

Mi dispiace per i miei lettori ( ma esisteranno ?) nel senso che come ogni giornalista o blogger che si rispetti ci si immagina che i propri lettori attendano con impazienza ( anche senza dirtelo in maniera esplicita ) che finalmente torni a scrivere qualcosa, a dare la tua impressione sul mondo, sulla società, sul torneo di beach soccer di Chiavari, su qualsiasi cosa, basta che si dia il proprio punto di vista ai lettori che lo chiedono.

Volete sapere qual è il mio punto di vista?

Su che cosa in particolare?

Politica? Beh è negativo.

Italia? Negativo aussi.

La verità è che se dovessi proprio cercare di fare mente locale e pensare di cosa discutere con voi, forse inizierai da questo episodio.

Ricordo che quando ero direttore di una testata giornalistica locale feci un editoriale che ricevette molte critiche e molti elogi.

Ma la cosa che mi colpì particolarmente fu questa: le critiche feroci anche volgari, quasi da sembrare dei troll da non confondere con i new trolls mi raccomando, erano pubbliche, affilate e cattivissime.

Cattiverie scritte sui commenti, colorite e anche preoccupanti visti i numerosi uomini senza volto e nomi di dubbia provenienza ( Chiara Mente, Salvo Imprevisti, Remo La Barca etc ) mentre invece gli elogi erano fatte da persone con la loro foto profilo e il loro nome  e cognome ma con una piccola curiosità: quelli che avevano apprezzato il mio articolo me lo scrissero via mail, lontanissimi dai commenti dei troll.

Questo mi preoccupa di questa società degli urlatori, colui che sbraita, urla, manda a fare in culo si sente in diritto di poterlo fare anche con nomi finti e facce fasulle, mentre le persone perbene che lasciano il loro nome e  cognome e la loro foto, hanno ancora paura a scrivere sotto il commento di un troll.

Questo mi spaventa.

 

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