Il Califfo. Salernitano di origine, romano di adozione, interista per passione.

califfo

Franco Califano ci ha lasciato raccontandoci come sia difficile per un artista poter rimanere durante la propria vita sempre fedeli a se stessi.

E, per farlo, la strada è una sola: sacrificio, sofferenza e tanta solitudine.

Nonostante i tanti flirt, Franco Califano in una delle ultime interviste raccontava proprio di come non fosse affatto facile la vita dell’artista.

La luce dei riflettori, la notorietà e, tutto ad un tratto, anche per un artista come lui, l’oblio.

Fu Fiorello a far riscoprire il “CALIFFO” al pubblico, sempre più volubile nella scelta dei propri beniamini, con il rischio sempre dietro l’angolo di poter finire nel dimenticatoio in pochissimo tempo, con un pubblico che dopo averti osannato, decide di scordarsi di te.

Tante le canzoni indimenticabili.

Tra tutte, il testo di Minuetto, interpretata e resa famosa da Mia Martini.

Una sfida vinta dal Califfo, unico artista che era riuscito a differenza di molti che lo avevano proceduto a creare un testo indimenticabile.

Ciao Califfo e forza Inter!

Finirà a 95 anni. E dall’estero i commenti si sprecano.

D’accordo lo sappiamo, con il secondo mandato di Giorgio Napolitano, la politica italiana ha dato ancora una volta il meglio di sé.
Ma dato che, scrivo sempre male di questi politici, da quando ancora il V day non lo avevano ancora concepito ( e ho detto tutto ) vediamo se siamo solo noi degli inguaribili rompiscatole e pessimisti cronici o se, anche all’estero, si turano il naso davanti a questa novità sul Colle per altri 7 anni. Novità, non per quanto riguarda la scelta di Napolitano, ma perché per la prima volta nella storia della Repubblica, il Presidente è stato rieletto dal Parlamento dopo aver trascorso già 7 anni al Quirinale.
Ma quando venne scritta la Costituzione, forse la scelta del Settennato, presupponeva che potessero bastare quelli al Presidente della Repubblica?
Con la speranza, che di grazia, si potesse riuscire poi a trovarne un altro che rappresentasse l’Unità nazionale. Evidentemente non in Italia e con questa classe politica.

Secondo il Financial Times la sua rielezione è: “sintomo della grave condizione in cui versano i partiti italiani”.

Su El Paìs la sua rielezione: “denuncia il fallimento della classe politica italiana”.

Secondo Die Tageszeitung la conferma al Quirinale di Giorgio Napolitano: “E’ una Waterloo per il PD”.

Potremmo continuare, ma questo dimostra come anche all’estero ormai da tempo i riflettori puntati sulla nostra politica interna sono sempre accesi e motivi per dare spettacolo ne forniamo continuamente.
Purtroppo.